con Elena Cotugno
drammaturgia di Fabrizio Sinisi ed Elena Cotugno
realizzazione scena Filippo Sarcinelli
ideazione e regia Gianpiero Borgia

Il Progetto – “MEDEA PER LE STRADE D’ITALIA” non è semplicemente uno spettacolo: è un’esperienza che ci ha attraversato e che desideriamo attraversi e scuota anche il pubblico. Abbiamo provato a leggere e a raccontare oltre la superficie la storia di alcune migliaia di esseri umani, partiti dai loro paesi con un sogno che all’arrivo qui in Italia si è rivelato un incubo. Nel grande mare del tema delle migrazioni, abbiamo messo a fuoco il fenomeno che riguarda quelle donne straniere, sconosciute eppure in qualche modo famigliari come elementi dell’arredo urbano cui siamo abituati, che popolano le nostre strade. Donne partite alla ricerca di una vita migliore e invece ritrovatesi nel racket della schiavitù della prostituzione. Il progetto nasce da un’idea di Gianpiero Borgia, sviluppata poi da Elena Cotugno lungo un intenso percorso di approfondimento e mesi di volontariato sul campo, che tuttora prosegue a fianco di assistenti sociali e associazioni che si occupano dell’assistenza in strada e del tentativo di recupero di alcune di queste donne.

Lo spettacolo – Si va in scena su un furgone in movimento. La drammaturgia che ne è nata, scritta dalla Cotugno con la collaborazione di Fabrizio Sinisi, e diretta in scena poi da Gianpiero Borgia, si pone nel solco delle libere riscritture del mito di Medea, rivelando allo spettatore d’oggi la “tragedia dello straniero” con la forza del mito greco. Si racconta la storia di una giovane migrante, scappata dal proprio paese, arrivata in Italia e finita a prostituirsi per amore di un uomo da cui si crede ricambiata e da cui ha due figli. L’ambientazione è la strada, non una ma tutte le strade della prostituzione. Ogni città ne ha una e ogni città ha un nome diverso: Viale Zara, Cristoforo Colombo, Statale 98, Riviera Nord. Ci sono roulotte, ombrelloni, furgoni, fuochi, luoghi di avvicinamento, contrattazione e infine di sfruttamento e schiavitù.

“Medea su…” in ogni tappa completa il proprio titolo con il nome della via della prostituzione più nota della città ospite. Il pubblico, 7 spettatori per volta, viene invitato a salire su un vecchio IVECO Daily e percorre un itinerario assieme a una donna rumena. È una madre, una straniera, la chiamiamo Medea. Il pubblico viaggia con lei dal teatro verso le zone della città popolate di donne come lei. Ascolta il racconto del suo viaggio fino all’Italia, della sua vita, della sua storia d’amore che inizia in un albergo albanese e per finire sulla strada di una qualsiasi città Italiana. Si condivide un pezzo del percorso con lei, sinché non salta giù e fugge via, perdendosi nella città.

Recensioni

Tommaso Chimenti – Fatto Quotidiano

Laura Santini

Andrea Porcheddu – Stati Generali

Maddalena Giovannelli e Sotera Fornaro – Stratagemmi

Elena Scolari

Adelio Rigamonti

Saul Stucchi

Carlo Tomeo

Ufficio Stampa
Antonietta Magli